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Ferrero, la holding di caramelle e biscotti Cth Invest vale 3,25 mld (+9,9%)

Ferrero, la holding di caramelle e biscotti Cth Invest vale 3,25 mld (+9,9%)

Milano, 25 feb. (askanews) – Risultati in crescita nell’esercizio 2024-2025 per la holding belga Cth Invest, affiliata al gruppo Ferrero, che ha in pancia Ferrara e Nonni’s negli Stati Uniti, Fox’s e Burton’s Biscuits nel Regno Unito, Fine Biscuits Company in Europa e Michel et Augustin in Francia.

Il gruppo Cth Invest ha registrato “solide performance”, si legge in una nota, chiudendo l’esercizio finanziario 2024/2025 con un fatturato consolidato pari a 3,25 miliardi di euro, in crescita del 9,9% rispetto all’anno precedente. Il margine operativo lordo ha raggiunto gli 1,1 miliardi di euro, “riflettendo la solida base operativa del gruppo e l’efficacia delle sue strategie di sviluppo e gestione del portafoglio”. Il risultato operativo è stato pari a 102 milioni di euro, segnando un netto miglioramento rispetto all’anno precedente.

La piattaforma, sotto cui sono confluite le acquisizioni messe a segno negli ultimi anni nei mercati delle caramelle e dei biscotti da parte del gruppo Ferrero, che attualmente con le sue affiliate è il terzo operatore mondiale nel mercato della cioccolato confezionato e il secondo nella categoria dei biscotti dolci, al 31 agosto 2025 contava 28 stabilimenti produttivi distribuiti su quattro Continenti e una forza lavoro media globale di 14.004 dipendenti, esclusi i collaboratori di Cpk Group in Francia la cui acquisizione è stata perfezionata dopo la chiusura del bilancio.

La crescita è stata alimentata da una solida performance organica, sostenuta dall’innovazione di portafoglio e da acquisizioni strategiche. Questi risultati confermano il successo della visione imprenditoriale e della strategia del gruppo guidata dal suo Azionista ultimo, Giovanni Ferrero.

“Nel corso dell’esercizio abbiamo registrato una crescita solida, rafforzato la nostra leadership nelle categorie sugar e premium biscuits e ampliato la nostra presenza e offerta nei mercati chiave – ha dichiarato Guido Giannotta, amministratore di Cth Invest S.A – Nel luglio 2025 abbiamo annunciato l’acquisizione di Cpk Group in Francia, perfezionata nell’ottobre 2025 e che sarà riflessa nell’esercizio 2025/2026”.

“Le performance del gruppo Cth Invest evidenziano la solidità del gruppo in un contesto competitivo in forte evoluzione, dimostrando una resilienza finanziaria sostenuta da una forte capacità di generare liquidità e offrendo margini per continuare a investire in una crescita duratura – prosegue – Oltre alla crescita dei ricavi, abbiamo ampliato la capacità produttiva e la forza lavoro globale, rafforzando l’ambizione strategica e la visione di lungo periodo del gruppo”.

Referendum, Ciriani: governo avanti comunque anche se perdiamo

Referendum, Ciriani: governo avanti comunque anche se perdiamo

Roma, 25 feb. (askanews) – “Il governo va avanti comunque sia che il referendum venga approvato sia no, il governo andrà avanti comunque fino alla fine della legislatura”. Lo dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani a Ping Pong su Radio Uno.

Meloni in campagna elettotale? “L’abbiamo voluto noi del governo è implicito che siamo tutti impegnati perchè vinca, ma il referendum non è per fare un favore o contro Meloni ma per riformare la giustizia”.

L’Anticiclone scalderà l’Italia fino a 9 gradi oltre la norma

L’Anticiclone scalderà l’Italia fino a 9 gradi oltre la norma

Milano, 25 feb. (askanews) – Sono passati appena due mesi dal Natale, ma l’Inverno sembra già arrivato al capolinea. Fino a marzo il tempo si manterrà stabile e soleggiato da Nord a Sud, con un vero e proprio anticipo di Primavera, disturbato solo da locali nubi basse sulle coste e banchi di nebbia in Val Padana.

Ma la vera, allarmante notizia di questi giorni arriva dall’alta quota: Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, pone infatti l’accento su un’anomalia termica spaventosa per le nostre montagne: “Lo zero termico salirà e stazionerà sui 3000-3200 metri di quota, con temperature massime che toccheranno i 15 gradi a 1000 metri. A fine febbraio, in pieno inverno meteorologico, l’altezza media dello zero termico dovrebbe aggirarsi tra i 1300 e i 1500 metri. In pratica siamo al doppio del normale, su valori che un tempo sarebbero stati considerati tipici dell’inizio dell’estate” Questa enorme differenza porta la firma inequivocabile dei Cambiamenti Climatici, che ci consegnano inverni sempre più corti e miti, con zeri termici “schizzati” verso l’alto che accelerano drammaticamente la fusione dei ghiacciai e aumentano il pericolo valanghe.

Le ripercussioni di questo caldo anomalo sono immediate e molto pericolose: il bollettino valanghe segnala su tutte le Alpi un pericolo marcato o forte (livello 3 o 4 su una scala da 1 a 5). Con temperature così elevate, la neve si inumidisce e diventa instabile molto prima del tempo, generando le temibili “valanghe primaverili” (o di fusione).

La dinamica è subdola e implacabile: l’acqua di fusione penetra all’interno del manto nevoso e distrugge i legami tra i cristalli, riducendo drasticamente la coesione (la “colla” che tiene insieme la neve). Quando quest’acqua raggiunge uno strato scivoloso (come una vecchia crosta di ghiaccio) o direttamente il terreno, fa da lubrificante: la massa di neve soprastante perde aderenza e scivola a valle. Spesso queste valanghe partono da un singolo punto (come un sasso scaldato dal sole) e si allargano scendendo, assumendo una tipica forma a “pera” o a goccia. Alla luce di questa situazione, l’appello per i prossimi giorni è perentorio: il fuoripista è assolutamente vietato. È una questione di responsabilità, non solo per la propria sicurezza, ma soprattutto per la vita dei soccorritori che spesso, per imprudenze altrui, si trovano a operare in situazioni estreme.

Dal punto di vista meteo, non ci resta che aspettare la seconda settimana di marzo quando non è escluso un cambiamento repentino; al momento resteremo sotto l’Anticiclone Africano con temperature fino a 9 gradi superiori alle medie del periodo sia nelle minime sia nelle massime, soprattutto al Centro-Nord con alcune città padane “baciate” da anomali ma piacevoli 20 gradi.

Sanremo, 9,6 milioni di spettatori e share del 58% nella prima serata

Sanremo, 9,6 milioni di spettatori e share del 58% nella prima serata

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Sono stati 9 milioni e 600mila di spettatori, pari al 58% di share, i telespettatori che, nella media, hanno seguito la prima serata del Festival di Sanremo, condotto da Carlo Conti e accompagnato da Laura Pausini e Can Yaman.

L’anno scorso i telespettatori nella media della prima serata furono 12 milioni e 630mila, pari al 65,3% di share.

Con il 58% di share, la prima serata di Carlo Conti ha incassato il quarto miglior risultato in termini di share dal 1997 (quando fu Mike Buongiorno a condurre), (dopo il 2025, 2024 e 2023) quando fu il 58,74%.

Cina, le epurazioni di Xi intaccano capacità operative esercito

Cina, le epurazioni di Xi intaccano capacità operative esercito

Roma, 25 feb. (askanews) – La purga militare senza precedenti, che ha colpito oltre metà delle posizioni di vertice dell’Esercito popolare di liberazione cinese (Pla) e decimato lo stato maggiore attorno a Xi Jinping, sta ridefinendo profondamente il rapporto tra Partito e forze armate nella Repubblica popolare. E’ quanto emerge da uno studio del Csis (Center for Strategic and International Studies), secondo cui l’epurazione interna avviata dal leader cinese è molto più vasta di quanto finora ritenuto e rischia di incidere sia sulla prontezza operativa sia sugli equilibri di potere futuri nel sistema di sicurezza di Pechino.

Secondo il rapporto, dal 2022 almeno 36 generali o tenenti generali sono stati ufficialmente rimossi e altri 65 risultano scomparsi o probabilmente sotto indagine, per un totale di 101 ufficiali coinvolti. Il dato più significativo riguarda il cuore del comando militare: sei membri della Commissione militare centrale (Cmc) – il vertice assoluto delle forze armate cinesi – sono stati epurati negli ultimi anni, inclusi due ministri della Difesa e i due vicepresidenti militari He Weidong e Zhang Youxia. Di fatto, osserva il Csis, la leadership in uniforme della Cmc è stata quasi azzerata: alla fine del 2025 l’unico generale rimasto nell’organismo era Zhang Shengmin, accanto al presidente Xi Jinping, che è un civile.

L’ampiezza della campagna appare ancora più evidente se si considerano le promozioni recenti. Tra i 47 generali a tre stelle in servizio nel 2022 o promossi successivamente, 41 – pari all’87 per cento – risultano epurati o potenzialmente tali. Analogamente, tra i 35 generali promossi da Xi dal 2020, 32 sono stati indagati e 29 rimossi o sospesi. In termini strutturali, i nominativi coinvolti coprono circa il 52 per cento delle posizioni di vertice del Pla, una percentuale che indica come nessun livello o settore dell’apparato militare sia rimasto immune.

La purga non si è limitata allo stato maggiore ma ha attraversato tutte le componenti: forze di terra, marina, aviazione, forza missilistica, comandi di teatro, dipartimenti centrali e persino la polizia armata. Il settore più colpito è la Forza missilistica – responsabile dell’arsenale nucleare strategico – dove tutti e quattro gli ex comandanti sono stati epurati, in gran parte per indagini sulla corruzione negli appalti risalenti alla creazione del ramo nel 2015. Subito dopo vengono esercito e marina, entrambi colpiti da rimozioni a catena tra comandanti, commissari politici e vicecomandanti, mentre l’aviazione appare relativamente meno coinvolta, circostanza che potrebbe riflettere una maggiore fiducia di Xi in questo ramo o la volontà di promuoverne il peso futuro.

Anche i cinque comandi di teatro – che gestiscono le operazioni regionali, inclusi Taiwan e il Mar cinese meridionale – sono stati quasi completamente ristrutturati. Dal 2022 i vertici operativi e politici di quasi tutti i teatri sono stati rimossi o sospesi; il Comando meridionale è stato quello più devastato, con la perdita simultanea di comandante, commissario politico e quattro vice. In molti casi, rileva lo studio, le posizioni restano vacanti o affidate ad interim.

La dimensione politica dell’epurazione emerge chiaramente dalla natura dei bersagli. Xi ha colpito non solo figure promosse personalmente o legate a reti di patronato militare, ma anche “principini rossi” con legami familiari storici con il Partito e con lo stesso leader, come Zhang Youxia. Nemmeno il pensionamento ha offerto protezione: undici ufficiali sono stati epurati dopo aver lasciato il servizio, alcuni anni dopo il ritiro.

Sebbene le accuse ufficiali riguardino quasi sempre la corruzione, il Csis sottolinea che le motivazioni includono anche lealtà politica, prestazioni operative e lotte di fazione. Documenti del Pla Daily – il giornale ufficiale dell’esercito – affermano che Zhang Youxia e il capo di stato maggiore Liu Zhenli furono rimossi per aver minato l’autorità di Xi e la leadership assoluta del Partito sulle forze armate, suggerendo timori di accumulo di potere autonomo all’interno dell’esercito.

L’impatto operativo della purga è ambivalente. Da un lato, la struttura centralizzata del Pla e la nomina di comandanti ad interim hanno consentito di mantenere le attività quotidiane e persino di aumentare nel 2025 la presenza militare cinese nello stretto di Taiwan, nel Mar cinese meridionale e attorno al Giappone. Dall’altro, emergono segnali di difficoltà nelle operazioni più complesse. Nel 2025 le grandi esercitazioni attorno a Taiwan sono state ritardate fino a 19 giorni – contro i 3-4 giorni del 2024 – e una di esse è stata ridimensionata a semplice “drill” – addestramento formale o tecnico, che è al grado più basso della gerarchia delle manovre militari – invece che esercitazione su larga scala. Nello stesso anno, le manovre congiunte con la Russia sono scese da 14 a 6 e sono scomparse quelle multidominio, suggerendo problemi di pianificazione dopo l’epurazione dei vertici del Dipartimento stato maggiore congiunto.

Un altro effetto rilevante riguarda la composizione professionale dei rimossi: il 61 per cento proveniva dal tracciato operativo – cioè comandanti e pianificatori militari – non da quello politico. Nella stessa Cmc, l’80 per cento degli epurati aveva ruoli operativi, lasciando l’organo privo di comandanti di guerra esperti. Complessivamente, solo circa il 21 per cento delle principali posizioni di leadership del Pla risulta oggi stabilmente occupato, mentre il 44 per cento è retto da incarichi ad interim e il resto vacante o opaco.

Nel medio termine, la campagna costringe Xi a ricostruire quasi da zero il vertice militare. Le opzioni includono mantenere la struttura attuale, rafforzare i dipartimenti subordinati o persino ridisegnare la Cmc su un modello più simile allo stato maggiore congiunto statunitense. Ma il bacino di candidati si è drasticamente ridotto: tra i generali a tre stelle non epurati restano sostanzialmente solo il ministro della Difesa Dong Jun e i comandanti di teatro Yang Zhibin e Han Shengyan, tutti provenienti dall’aviazione.

Secondo il Csis, la scelta dei nuovi vertici sarà guidata da due criteri: lealtà politica assoluta e competenza operativa. Il primo appare prioritario, perché il Pla è formalmente subordinato al Partito e non allo Stato e la sicurezza del regime resta l’obiettivo primario di Xi, specie in vista della futura successione. I precedenti storici mostrano che il controllo della Cmc può determinare l’equilibrio di potere tra leader in carica e successori; la ristrutturazione attuale potrebbe quindi consentire a Xi di mantenere influenza militare anche dopo eventuali transizioni politiche.

Nel complesso, conclude lo studio, l’epurazione in corso rappresenta la più profonda ristrutturazione dell’apparato militare cinese dall’era di Mao. Se da un lato rafforza il controllo personale di Xi e del Partito sulle forze armate, dall’altro introduce incertezza sulla capacità del Pla di gestire crisi complesse e di sostenere l’ambizioso programma di modernizzazione militare di Pechino nei prossimi anni.

Migranti, 6 mln di stranieri in Italia: crescono residenti e lavoro

Migranti, 6 mln di stranieri in Italia: crescono residenti e lavoro

Milano, 25 feb. (askanews) – Al 1 gennaio 2025 gli stranieri presenti in Italia sono 5 milioni e 898mila, in aumento di 143mila unità rispetto all’anno precedente. I residenti sono 5 milioni e 371mila (9,1% della popolazione), mentre 188mila sono soggiornanti regolari non iscritti in anagrafe e 339mila le persone in condizione di irregolarità. È quanto emerge dal 31esimo Rapporto sulle Migrazioni della Fondazione ISMU ETS, presentato oggi a Milano.

I romeni si confermano la prima comunità (1 milione e 53mila residenti, 19,6%), seguiti da albanesi e marocchini (7,7% ciascuno). Dieci cittadinanze concentrano quasi due terzi degli stranieri residenti. Nel decennio 2015-2024 le acquisizioni di cittadinanza hanno superato 1,6 milioni, con un forte contributo di minori e seconde generazioni.

Sul fronte degli ingressi, dopo il picco del 2023 e il calo del 2024, nel 2025 gli arrivi via mare restano stabili a 66mila (-0,5%), ma la rotta del Mediterraneo centrale si conferma tra le più pericolose: almeno 1.342 morti e dispersi nell’anno. In diminuzione gli arrivi via terra alla frontiera italo-slovena (circa 3.900 nei primi otto mesi del 2025). Le domande d’asilo nel 2025 sono 126.630, in calo rispetto al 2024, ma con oltre 234mila pratiche pendenti a fine anno e una crescita dei dinieghi (70,2% nei primi nove mesi).

Nelle scuole gli alunni con cittadinanza non italiana sono circa 930mila (11,6% del totale), concentrati soprattutto nel Nord. Persistono divari negli esiti scolastici, come evidenziato dal Rapporto INVALSI 2025, con maggiori difficoltà per gli studenti di prima generazione.

Sul lavoro, in un Paese segnato dall’invecchiamento demografico e da un saldo migratorio negativo degli italiani, l’immigrazione si conferma decisiva. Nel 2024 le forze di lavoro straniere sono cresciute di oltre il 4%, arrivando all’11% del totale; oltre 133mila dei nuovi occupati erano stranieri. Tuttavia permane una forte segregazione occupazionale: l’80% dei nati all’estero è concentrato nei segmenti a bassa qualificazione e la retribuzione media annua dei non comunitari è inferiore di oltre il 30% rispetto alla media complessiva.

Il Rapporto evidenzia inoltre criticità nell’accesso alla salute, nelle condizioni nei Centri di permanenza per il rimpatrio e nelle disuguaglianze socio-economiche, con un’incidenza della povertà assoluta pari al 35,2% tra le famiglie di soli stranieri. Guardando al futuro, secondo ISMU sarà cruciale ridurre il divario tra fabbisogni del mercato del lavoro e strumenti di ingresso e integrazione, per evitare il consolidarsi di uno svantaggio strutturale destinato a riflettersi anche sulle nuove generazioni.

Nordcorea, media di stato glorificano Kim Jong Un: è un “miracolo”

Nordcorea, media di stato glorificano Kim Jong Un: è un “miracolo”

Roma, 25 feb. (askanews) – I media statali nordcoreani hanno avviato oggi una campagna di glorificazione del leader Kim Jong Un dopo la sua recente rielezione alla massima carica del Partito dei lavoratori di Corea, definendolo “il più grande uomo del mondo” e descrivendo la sua leadership come un “miracolo”.

“L’intero popolo del Paese è stato pervaso da infinita emozione ed esaltazione” per la rielezione di Kim, afferma un articolo del Rodong Sinmun, principale quotidiano del partito al potere.

Nel congresso del partito in corso, il primo dal 2021, Kim è stato rieletto segretario generale del Partito dei lavoratori di Corea. Il congresso, aperto giovedì scorso, esamina i risultati delle politiche del quinquennio precedente e definisce i nuovi obiettivi per i prossimi cinque anni.

Secondo il giornale, negli ultimi cinque anni sono stati raggiunti “grandi risultati” impensabili “persino in secoli”, paragonabili a un “miracolo”. L’articolo esalta tra i principali successi la “capacità di difesa assoluta”, il “boom edilizio” e lo sviluppo regionale sotto la guida di Kim.

Il quotidiano cita in particolare la nuova fattoria di serre costruita a Sinuiju, città nordoccidentale devastata da inondazioni nel 2024, attribuendo a Kim “tre miracoli”: il salvataggio degli sfollati, la ricostruzione post-alluvione e la realizzazione del complesso agricolo.

L’articolo sottolinea inoltre la politica “centrata sul popolo” del leader, glorificandolo come la “grande madre di tutti i miracoli per il popolo” e “il più grande uomo del mondo”, dotato di un amore “forte e speciale” per la popolazione.

Stato Unione, Trump difende l’anno alla Casa bianca: “Età dell’oro”

Stato Unione, Trump difende l’anno alla Casa bianca: “Età dell’oro”

Roma, 25 feb. (askanews) – Nel primo discorso sullo stato dell’Unione del suo secondo mandato, il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha descritto un’America in crescita, sicura e “vincente”, sostenendo che “l’età dell’oro dell’America è su di noi”, mentre deve fronteggiare un calo nei sondaggi e crescenti critiche sulle politiche economiche e migratorie.

L’intervento, durato quasi due ore, ha offerto poche novità sul piano legislativo. Trump ha invece tracciato un quadro fortemente positivo dell’economia e ha attaccato i democratici per l’attenzione al costo della vita, rilanciando al contempo proposte di legge contro presunti brogli elettorali su larga scala, accuse più volte smentite. Il presidente ha inoltre criticato come “totalmente sbagliata” una recente sentenza della Corte suprema che ha colpito la sua politica sui dazi, annunciando l’intenzione di introdurre una soluzione “ancora più forte”.

Nel discorso, Trump ha promesso di proseguire la campagna di deportazioni di massa e ha ribadito che l’Iran “non avrà mai un’arma nucleare”. Ha inoltre annunciato che il vicepresidente JD Vance guiderà una “guerra contro le frodi”, sostenendo – senza fornire prove – che l’eliminazione delle frodi consentirebbe addirittura il pareggio di bilancio.

Il tono dell’intervento ha oscillato tra descrizioni enfatiche dei successi economici e della politica estera statunitense e attacchi diretti agli avversari politici. A un certo punto Trump ha detto dei democratici: “Queste persone sono pazze”. Durante uno scambio acceso, la deputata democratica del Minnesota Ilhan Omar ha gridato al presidente “Hai ucciso americani!”, ricevendo come risposta “Dovresti vergognarti”.

Il clima teso si è riflesso anche nell’aula: decine di parlamentari democratici hanno disertato la seduta, altri hanno lasciato l’emiciclo durante il discorso. Il deputato afroamericano democratico del Texas Al Green è stato accompagnato fuori dopo aver mostrato un cartello con la scritta “Black people aren’t apes!” (“I neri non sono scimmie!”), in risposta al video razzista diffuso sui social del presidente nelle settimane precedenti, che mostrava gli Obama sotto le fattezze di scimmie.

Nonostante le preoccupazioni crescenti per le ricadute elettorali dell’agenda presidenziale, i repubblicani – dopo mesi di sostegno compatto – restano in larga parte allineati con Trump, con dissensi limitati e perlopiù simbolici.

Nel tentativo di dare al discorso un tono spettacolare, in linea con il suo passato televisivo, Trump ha intervallato le parti politiche con premi e ospiti a sorpresa che hanno suscitato applausi bipartisan. Tra questi il veterano centenario della guerra di Corea Royce Williams, pilota della marina, insignito della Medal of Honor dalla first lady Melania Trump, e il sottufficiale dell’esercito Eric Slover, coinvolto nell’operazione statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Momenti emotivi hanno incluso la riunione familiare tra Alejandra Marquez e lo zio Enrique, ex prigioniero politico in Venezuela liberato e portato a Washington. “Alejandra, sono lieto di informarti che non solo tuo zio è stato rilasciato, ma è qui stasera”, ha detto Trump. Il presidente ha inoltre premiato il soccorritore della guardia costiera Scott Ruskan, accreditato del salvataggio di 165 persone durante le inondazioni in Texas dell’estate scorsa, e ha fatto entrare a sorpresa la nazionale maschile statunitense di hockey su ghiaccio, fresca di oro olimpico, annunciando che il portiere Connor Hellebuyck riceverà la Presidential Medal of Freedom.

Sanremo al via ricordando Baudo, con i Sandokan, Tiziano Ferro e 30 big

Sanremo al via ricordando Baudo, con i Sandokan, Tiziano Ferro e 30 big

Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il festival “baudiano” non poteva che iniziare nel segno (e con la voce) di Pippo Baudo. Sulle note del famoso jingle “Perché Sanremo è Sanremo” e con l’annuncio “Benvenuti al Festival della canzone italiana” di Baudo, si è aperta la 76esima edizione del Festival, l’ultimo – almeno per ora – targato Carlo Conti. L’Ariston accompagna il momento con i cori “Pippo, Pippo”. È standing ovation per lo storico conduttore – 13 edizioni della kermesse sanremese – scomparso lo scorso agosto.

Una serata ritmata nonostante la lunghezza tecnica per tutti i 30 big in gara. La musica protagonista: alla fine la giuria della sala stampa, tv e web ha decretato le cinque migliori canzoni. Nella cinquina – senza ordine di preferenza – vanno Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini.

La serata è iniziata con qualche intoppo. Al Tg1, il disturbatore Gabriele Paolini interrompe un servizio politico urlando “Carlo Conti è bisessuale”. Il conduttore e direttore artistico poi coglie l’occasione e ribatte: “Volevo dire che il mio tipo è Laura Pausini e non Can Yaman, dato che c’è stato un infiltrato poco fa da quelle parti”…. Una serata con qualche gaffe. In primis la grafica per gli 80 anni della Repubblica italiana – ribattezzata ‘Repupplica’. Ed ancora: Dargen D’Amico che entra in Teatro prima di essere chiamato (con annessa risata del pubblico), Tommaso Paradiso che scivola sulle scale dell’Ariston, o Laura Pausini, co-conduttrice per tutte le serate, che “scivola” su una frase: “Me lo avete messo in mano”, ha detto, riferendosi al microfono, chiedendo scusa poi alla mamma: “Finora sono stata brava”. Gaffe anche di Carlo Conti che lanciando il collegamento con Piazza Colombo, dove c’è il Suzuki Stage, ha sbagliato il titolo del brano di Gaia, invece che “Chiamo io chiami tu”, ha detto “Chiamo io chiama lui”. Problemi tecnici, poi, con l’esibizione di Tredici Pietro, con il microfono che non funzionava.

Supera la prova invece Can Yaman che fa cantare Pausini in turco, e incontra il ‘vero’ Sandokan, Kabir Bedi. Un incontro culminato in un abbraccio finale. “Congratulazioni per il successo del tuo Sandokan, sono felice per te, hai recitato molto bene”, ha detto Kabir Bedi al modello e attore turco. E si è anche complimentato con Conti per quello che ha fatto alla tv italiana. “In un momento in cui ci sono le guerre è importante vedere questi gesti d’amore” ha detto poi Laura Pausini, riferendosi alla mano baciata da Yaman a Bedi, in segno di rispetto.

Ma lo spazio è stato dominato dalla musica: si riparte “da dove eravamo rimasti”, ha detto Carlo Conti, lanciando Olly che si è esibito per primo sul palco con il brano “Balorda nostalgia”. La gara viene aperta da Ditonellapiaga, lanciatissima e agguerritissima anche sul Fantasanremo, che per la prima volta diventa ‘live’ con punteggi rilasciati in tempo reale a seconda dei bonus e delle penalità.

Le lacrime di Serena Brancale, Ermal Meta che omaggia le bambine di Gaza, la dedica d’amore di Raf alla moglie, le “tempeste della vita” di Fedez e Masini, Arisa in versione Disney e Sal Da Vinci che ha fatto ballare l’Ariston intero. Standing ovation per Tiziano Ferro che ha interpretato un medley dei vecchi successi fino al nuovo singolo “Sono un grande”. E Max Pezzali ha fatto scatenare con le sue hit in collegamento dalla Costa. Tra gli omaggi anche quello a Peppe Vessicchio, a Ornella Vanoni, a Maurizio Costanzo.

Dopo l’esibizione di Ermal Meta, dal titolo “Stella Stellina”, dedicato a una bambina palestinese morta durante la guerra, il messaggio di attualità che arriva da Carlo Conti (commosso): “I fiori siano per fare festa e non sulle tombe dei bambini, che non c’entrano niente”. Il cantante si è esibito con il nome “Amal” scritto sul colletto della camicia e ogni sera, ha detto, avrà un nome diverso, per ricordare le tante vittime innocenti.

Domani saranno in gara 15 big e i giovani si sfideranno nella semifinale. Grande attesa per Achille Lauro, coconduttore insieme a Laura Pausini, e tante risate con Lillo. Ci saranno anche tre olimpioniche di Milano-Cortina: Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana, Lisa Vittozzi.

(Di Serena Sartini)

Royal Caribbean: 28 esperienze culinarie sulla Legend of the seas

Royal Caribbean: 28 esperienze culinarie sulla Legend of the seas

Milano, 25 feb. (askanews) – Royal Caribbean ha diffuso nuovi dettagli sull’offerta culinaria della Legend of the Seas, in arrivo a luglio 2026. La nave proporrà 28 opzioni gastronomiche tra nuove esperienze e format già presenti nella flotta.

Tra le novità figura “Royal Railway – Legend Station”, esperienza immersiva che unisce intrattenimento e un menu di cinque portate ispirato alla Via della Seta, con tappe gastronomiche tra Cina, Turchia, India, Persia e Italia.

Debutta anche “Hollywoodland Supper Club”, concept che richiama l’epoca d’oro di Hollywood con proposte a più portate accompagnate da musica jazz e ambientazioni ispirate al cinema tra il 1910 e gli anni Cinquanta.

Torna l’AquaDome Market con sei stand, tra cui Cajun Kitchen, Adobo, La Española, Seoulmate, Simply Pressed e Crème de la Crêpe. Confermati anche Surfside Eatery, Chops Grille, Izumi in the Park e Hooked Seafood.

La Legend of the Seas partirà con crociere di 7 notti nel Mediterraneo occidentale da Barcellona e Roma (Civitavecchia), prima di trasferirsi a novembre 2026 a Fort Lauderdale per itinerari nei Caraibi.